Piccoli Nani crescono!

Piccole grandi soddisfazioni a casa vengono regalate quotidianamente dal nostro nano Sebastiano.

Cresce forte, cresce sorridente, cresce fiducioso, cresce guardando il mondo con un occhio curioso, di sfida e ricco di amici fatti a due e quattro zampe.

A quasi 16 mesi non ha paura di nulla, si butta sui cani, abbraccia i cavalli ed a suo modo ci dice che vorrebbe già montare anche lui, da l’erba alle mucche e ride quando loro con la lunga lingua gli bagnano la mano!!!

La cosa bella di Sebastiano è che, alla fine dei conti, non ci ha cambiato molto le abitudini di vita, anzi, le ha solo colorate, con sfumature nuove, e non trovo che il nostro nano sia speciale, che solo lui ci fa uscire in passeggiata a cavallo stando in marsupio senza dire beh, anzi, non trovo che sia speciale quando ci aiuta cercando di spazzare la scuderia trascinando una scopa che è 3 volte grande lui, non trovo che sia speciale quando vuole aiutarmi a seminare i fiori e prende la zappa e mezzo di cappotta perchè è troppo pesante e poi mi chiede come usarla strattonandomi la mano.

 

Vorrei poter dire che mio figlio è il più figo, ma non è così, a milioni sono così, è sono loro che anche se sei stanca, anche se quel giorno, quei giorni vorresti un gran silenzio intorno a te, sono loro che alla fine ti fanno sorridere semplicemente facendoti vedere come sono bravi a scalare il loro seggiolone e sedersi bene composti per la merenda!!!

F.

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…silenzio…

…quello che regna intorno a me questa mattina, silenzio del blog, è passato un mese dall’ultimo post pubblicato, questo fa vedere come la stagione sia cambiata, la primavera è arrivata e con lei le corse contro il tempo per riuscire a fare tutto in orario.

Verificare le feci degli animali per sverminare, tagliare l’erba alta per fare foraggio fresco per conigli, per vitelle in modo da tenere pulito senza fare sprechi e senza fare strati e strati di  erbetta tagliuzzata e lasciata a marcire per terra, cosa che fa solo una bella casetta per tanti insetti.

Poi è il momento in cui puoi permetterti di fare delle “vacanze” (vai a salutare amici e parenti), non fa freddo, non fa troppo caldo, la stagione sta ripartendo, il sole è spesso alto nei cieli e quindi decidi di ricaricarti. Sono stata 4 giorni nella mia amata Milano, un pò di casa fa bene e a volte ti fa vedere tutto il resto con una luce diversa, non sempre positivo come evento, ma sicuramente formativo.

Poi andremo in Friuli qualche giorno, amici si occuperanno in pianta stabile delle Scuderie, ragazzi come Silvia e Riccardo non si incontrano tutti i giorni, disposti a farsi un mazzo doppio per fare il loro e il nostro al massimo!

Vi saluto velocemente con questi due disegni di una bambina con cui ho lavorato ormai qualche settimana fa, questi sono il mio vero stipendio, vedere scaturire dal cuore di una bambina la passione per il cavallo fine a se stesso, non come mezzo per qualcosa, questa è la giusta partenza per poi, un giorno, se il destino avrà svelto questo per loro, essere dei grandi atleti!

F.

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Lo sguardo di Lu.

In questi giorni ho avuto la fortuna di lavorare con una ragazza con gli occhi carichi di voglia di imparare, di fare, di conoscere, ma con tanta paura.

C’erano due ragazze che lavoravano con me: una entusiasta e una terrorizzata dal lavorare… una che sorrideva da terra e una che in sella aveva il broncio.

Il primo giorno l’ho osservata, cercando a mio modo di “ignorare” la questione “pensando” che fosse un pò di timidezza, visto che era la prima volta che mi conosceva, cavallo nuovo, da tanto tempo non saliva ecc.

Però il giorno dopo non ho potuto ignorare ancora.

Mi hanno raccontato che aveva avuto un ottimo istruttore prima, ma che questo era un urlatore. Beh, un urlatore, pò essere un ottimo cavaliere (io non lo conosco), ma non può essere un buon insegnate. Un insegnante che cerca di farti raggiungere degli obbiettivi facendoti paura, beh, non mi sembra il massimo, non funziona, o meglio forse qualcosina fai, poi ti blocchi, perchè il terrore ti congela.

Questa ragazza le cose le sapeva fare, ma il terrore che leggevo nei suoi occhi la bloccava. Sembrava che si aspettasse da un momento all’altro che io avessi una crisi di nervi e la tirassi giù da cavallo (gliel’ho chiesto e ne lei ne la madre hanno negato questa cosa…no comment).

Io sono sconcertata nel vivere queste situazioni, sono depressa nel vedere una ragazza di 12 anni rovinata da uno che pensa di insegnare l’equitazione mediante il terrore. Dove è la passione, dove è l’umiltà di riconoscere che, porca miseria, tutti siamo partiti dal solito tran tran, che tutti abbiamo battuto un milione di “culate” su una maledettissima sella per imparare a batterla a tempo. Un istruttore non deve essere il tuo migliore amico, ma deve essere un esempio, un punto di riferimento, deve “incutere” rispetto nel senso positivo del termine. Devi avere voglia di non deluderlo non perchè questo sennò ti spella vivo, ma perchè ti dispiace deluderlo.

Questa ragazza alla fine l’ansia l’ha sfogata, nel modo più rapido che io potessi farle fare, un bel pianto (mi spiace Matteo, anche lei ha pianto), ma poi eccola che batteva la sella in relax, che l’atteggiamento della bella Felicya si era modificato, testa a ciondoloni, e lei, la cara Lu, ha ripreso a respirare tanto da recuperare almeno 10 centimetri in altezza.

Basta ad istruttori che pensano che il terrore sia il modo migliore per far andare avanti gli allievi, basta con chi usa la “violenza” per raggiungere gli obiettivi pensando che sia la via giusta, più veloce ecc.

L’equitazione è la cosa più bella che ci sia al mondo e tutti noi dobbiamo divertirci a cavallo e con il cavallo, solo così potremmo anche capire che il cavallo è un compagno di divertimento, di vita, di esperienza e non una cosa X.

Cmq, brava Lu, che ha sopportato una insegnante X durante le vacanze e il suo “pippone” dove le diceva di essere felice in sella.

Ecco qui le foto del primo dei miei tre più grandi successi personali. Il mio istruttore, o meglio, la mia istruttrice non era affatto un’urlatrice, non era affatto una mia amica, era ed è una persona che rispetto infinitamente, appassionata per questo sport e per il suo lavoro, desiderosa di trasmettere quello che sa. Grazie Anna!

Ma anche Grazie Giancarlo che mi hai insegnato che il sacrificio viene ricompensato e per avermi insegnato l’amore per i cavalli; Grazie Jessica per il tuo estro, per il tuo innato talento, anche se diverse volte ci siamo scontrate (due caratteri di merda noi), non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi re-insegnato a montare e per avermi “donato” tu la Tata di oggi e; ultimo ma non ultimo, Grazie Carmine per avermi dimostrato che il valore sportivo del cavallo non è dettato dal suo prezzo monetario, che la disciplina è un nostro alleato e che tutti possiamo essere campioni.

F.

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3 grandi amori equini ho avuto fino… lei è stata la prima, Lacris, o chicca, era l’estate del 2003

Genzano 1…gli scout

Dobbiamo ringraziare di tutto cuore i 5 ragazzi del Genzano 1 che sono venuti per il w-e del 14-15 marzo fare volontariato presso di noi.

Devo ringraziare anche Nibbio Alato che ha indirizzato il loro desiderio di volontariato verso il nostro stallo, e non verso uno degli altri due, che avevano altrettanto bisogno.

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In questa giornata di lavoro, arrivati nel primo pomeriggio del 14, partiti nel primo pomeriggio del 15, si sono fatte cose meravigliose.

Foto dei collaboratori le potrete vedere sulla pagina FB di Nibbio Alato, di seguito il link, le altre, delle infrastrutture le troverete qui.

Ho riassaporato in quelle 24 h il piacere degli scout, lo spirito, la forza, la coesione, la determinazione, il sorriso di questo gruppo che spesso viene snobbato ma che a me ha sempre regalato tanto, anche se non sono stati sempre anni felici o facili quando li frequentavo.

In ogni caso, se  il nostro piccolo nano un giorno mi chiedesse di unirsi a loro, beh, assolutamente sì, gli insegnerà un sacco!

Grazie ancora a chi è spinto da passione, da amore e voglia di migliorare il mondo che ci circonda.

Bravi e Grazie Marta, Alessandro, Francesca, Simone e Riccardo.

F.

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Studiare…

…non si smette mai.

 

Mai si smette di imparare cose nuove, trovo che sia veramente la morte dell’essere umano fermarsi alle proprie convinzioni senza provare a vedere che cosa c’è di altro, per essere più sicuri di quello che si fa, per migliorarsi, per non sbagliare, per poter scegliere.

In questi giorni ho fatto diverse chiacchierate con amiche in merito proprio a questo. Il mondo che ci circonda, troppo spesso, rimane vincolato a tradizioni, convinzioni proprie e non ha nessuna intenzione di rimettersi in gioco.

Questo non significa che si debba cambiare, non significa che si stia sbagliando, significa solo, a parer mio, avere la curiosità e l’umiltà di non credere di avere la verità. E vale ad ogni età, secondo me non è mai tardi per ripartire, modificare delle abitudini, essere curiosi.

E’ deprimente vedere come si continui sempre ad essere convinti che tutti siano dei dementi e che ormai uno fa in un modo e fine. I peggio è che il mondo “critica” quelli che decidono di continuare ad informarsi, a guardare intorno a loro, a cercare di capire, ti dicono “ma come, ma non lo fai già? Perchè vai a guardare come fa quello?” ecc, piccole frasi innocenti che castrano lo slancio di chi vorrebbe fare, ma ha paura di essere giudicato. Oggi chi cerca di migliorarsi è uno sfigato, non un curioso.

 

Vabbè, piccolo sfogo di qualche giornata di “scontro” con muri di gomma. Io, a 20 anni ero una di quelle che diceva sempre “io no farò mai”-“io farò così e colà”, ma oggi no, sono cambiata, e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, di diverso, arricchisco il mondo in cui vivo mettendo insieme le cose che mi sembrano migliori, per me, per gli altri, perchè se gli altri (uomini e/o animali) stanno bene, vivono bene, beh, io sto veramente alla grande!

F.

una cavalla…una vita…

Già, potrei sintetizzare così il mio rapporto con Tata…ed eccoci che nuovamente siamo in grandi manovre per lei.

Dopo il problema della ciste, dopo la depressione post trasferimento, dopo le prime coliche gravi, dopo le crisi respiratorie, ecco che forse abbiamo trovato la combinazione giusta per fare in modo che tutto funzioni, o quasi funzioni.

Un paddock suo, un fieno tutto suo, una razione tutta sua, una gestione particolare, ma non lontano dal branco che lei adora e che le da grinta, quindi delle ore di libera uscita per fare la figa con gli altri, per dire “guardate che bomba che sono” e fare le galoppate su per il pendio con tutti gli altri 7 che a ruota le corrono accanto.

Puro godimento…certo, avesse evitato di strappare tutto per uscire e spiegarmi che voleva passare qualche ora con i compagni, sarei stata più contenta, però alla fine è Tata e le perdoniamo tutto…alla fine 🙂

Il pre e il post dei lavori…grazie alle sorelle che come sempre, per Tata, fanno questo e altro!

F.

 

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scopri l’intruso!

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